Nebo stima la mortalità dell’anno in 702.000 decessi, 44.000 in meno rispetto al 2020

Per il 2020 l'eccesso di mortalità rispetto agli ultimi anni pre-pandemia è stato quantificato in circa 108.000 decessi, dei quali 78.000 riconducibili alla mortalità per Covid-19 e 30.000 per altre cause (QUI l'analisi Nebo del gennaio scorso).

L'analogo studio per il 2021 permette di valutare l'eccesso di mortalità (sempre rispetto alla media degli anni 2015-2019) in circa 60.000 casi, numero prossimo ai casi di morte attribuiti a Covid-19 nel corso di quest'anno.

[ analisi in aggiornamento ]

 

[ Centro Studi Nebo, 13 Dicembre 2021]

Nebo ha disegnato le mappe provinciali della speranza di vita (*), di fonte Istat per il 2019 e stimata per il 2020 dal Centro Studi Nebo, che evidenziano come la mortalità dell’ultimo anno abbia ridisegnato la già eterogenea carta territoriale amplificandone i divari

 Infografica Speranza di Vita

Nel 2019 i valori variavano da 79,2 a 82,7 per i maschi e da 83,4 a 86,6 per le femmine. 
Nel 2020 gli analoghi intervalli sono stimati, rispettivamente, in 76,5 - 82,0 per i maschi e in 82,2 - 85,7 per le femmine.

Le elaborazioni sono state condotte da Nebo sui dati di mortalità relativi all’anno 2020 diffusi dall’Istat il 5 marzo 2021. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Il Sole 24 Ore di lunedì 8 marzo.



(*) La speranza di vita è un indicatore demografico calcolato a valere sulla probabilità di morire alle diverse età (dalla nascita e lungo tutta la potenziale vita di un individuo) così come misurata dalla tavola di mortalità, strumento di analisi statistica dei decessi per età e genere. A partire dalla frequenza delle morti osservata in una determinata popolazione viene calcolata la probabilità di sopravvivenza e il relativo numero di sopravviventi, e quantificato il totale degli anni da questi vissuti al compimento di ogni anno. Il rapporto tra questi ultimi due dati (anni vissuti / sopravviventi) esprime la vita media o speranza di vita, vale a dire il numero medio di anni che restano da vivere a una determinata età. Se non altrimenti specificato, per speranza di vita si intende solitamente quella relativa ai neonati, ma il processo di calcolo sopra sintetizzato fornisce l’indicatore per ogni età successiva.

 

[ Centro Studi Nebo, 9 Marzo 2021]

È di 744.000 il numero di morti stimato dal Centro Studi Nebo per il 2020, a fronte dei quasi 645.000 dell’anno precedente, con un tasso standardizzato di mortalità pari a 9,5 per 100.000 abitanti (contro l’8,4 del 2019).

La supermortalità incide nel 2020 per circa il 17%: lo scostamento rispetto al 2019 è infatti solo parzialmente giustificato dai 74.000 decessi per Covid-19 dichiarati nel corso dell’anno. Tenuto conto che la mortalità attesa per il 2020 in assenza di epidemia è stata stimata (in base ai primi due mesi dell’anno) significativamente inferiore rispetto all’anno precedente, i casi oltre gli attesi sulla base dell’andamento 2015-2019 ed oltre quelli indicati dalla Protezione Civile sono almeno 50.000.

Tenuto conto dei decessi rilevati dalla Protezione Civile al 22 novembre e della supermortalità evidenziata dall’analisi dei dati 2020 diffusi dall’Istat, la mortalità legata a Covid-19 ha ormai superato per l’anno in corso quella per le principali cause di morte che negli anni precedenti hanno caratterizzato le statistiche di mortalità italiane.

Si veda anche commento su Sole24ore con dati aggiornati al 2 dicembre ► [LINK].

Un'istantanea su posti letto, personale, mobilità dei pazienti

I dati Agenas su posti letto di terapia intensiva e di area non critica (malattie infettive, pneumologia, medicina generale) aggiornati al 17 novembre 2020 disegnano un'Italia estremamente eterogenea; tra le principali evidenze:

LA MISURA DELL'IMPATTO

il Centro Studi Nebo propone una analisi originale per la misura dell'impatto dell'epidemia di Covid-19 e per il confronto fra prima e seconda ondata a livello regionale. Il Data Blog di Sole24ore ospita un approfondimento elaborato ai dati del 2 novembre. Nei prossimi giorni su programmazionesanitaria.it saranno pubblicate elaborazioni aggiornate ai nuovi dati.

LA SUPERMORTALITÁ DI PRIMAVERA

La supermortalità della primavera 2020 stimata dal Centro Studi Nebo sulla base dei dati pubblicati il 22 ottobre dall’Istat (relativi ai primi otto mesi del 2020, per la prima volta riferiti a tutti i 7.903 Comuni italiani) è di 20.000 decessi, da aggiungere a quelli dichiarati dalla Protezione Civile.

Si tratta di casi per i quali non è ancora nota la causa del decesso, ma che rappresentano un eccesso di mortalità (oltre quella attesa su base storica e quella attribuita a Covid-19) concentrato in particolare tra il 5 marzo e il 15 aprile 2020.

PRIMA E SECONDA ONDATA

Con un indicatore di sintesi [1] che tiene conto sia del numero di contagi che della gravità dei casi rilevati il Centro Studi Nebo sottolinea la criticità che in questa seconda ondata di Covid-19 stanno vivendo alcune aree del nostro Paese e in particolare le due Isole, la Campania, il Lazio, la Basilicata.

L'analisi dà una misura dell'andamento quotidiano dell'epidemia dal primo marzo al 6 ottobre combinando i dati della diffusione dei casi di contagio nella popolazione con un coefficiente legato alla tipologia degli stessi casi, pesati a seconda della criticità (guariti, in isolamento, ricoverati, in terapia intensiva, deceduti) e applicando un correttivo al numero di casi in isolamento in funzione dei tamponi eseguiti sulla popolazione.

MORTALITÀ GENERALE E EVITABILE

Il 4 giugno l’Istat ha pubblicato un aggiornamento dei dati di mortalità del primo quadrimestre 2020, relativi a 7.270 dei 7.904 Comuni italiani, con una più che ampia copertura della popolazione residente (93,5% [1]).

Sulla base dei dati 2020 e di quelli del primo quadrimestre degli anni 2015-2019 riferiti ai medesimi Comuni, il Centro Studi Nebo ha disegnato le mappe dei tassi di mortalità standardizzati [2] (così da poter confrontare i diversi territori anche in presenza di popolazioni caratterizzate da differenti composizioni per età) limitatamente ai decessi avvenuti prima dei 75 anni.

DATI E CRITICITÀ OGGETTIVE

Il Centro Studi Nebo ha messo a confronto numero di tamponi, casi di contagio, decessi e guarigioni pubblicati su Worldometer (portale dedicato alla diffusione di statistiche mondiali e che nello specifico caso del Coronavirus resoconta quotidianamente gli aggiornamenti di oltre 200 Paesi), con particolare attenzione, oltre che al nostro Paese, a Regno Unito, Spagna, Germania e Francia.

Come già emerso da numerosi contributi diffusi, affiancare questi dati presenta rilevanti criticità su praticamente tutte le variabili; ad esempio, solo per ricordarne alcune:

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